Chirurgia Estetica del Seno: Mastoplastica e Mastopessi

Chirurgia estetica Milano

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del dott. Alberto Capone

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Chirurgia Estetica del Seno: Mastoplastica e Mastopessi

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Mastoplastica additiva e mastopessi: informazioni e consigli su due interventi di chirurgia estetica del seno differenti ma complementari

Perché le donne si rivolgono alla chirurgia estetica del seno? La richieste maggiori provengono da donne insoddisfatte dell’aspetto del loro seno, che appare ‘svuotato’ e poco sodo, specie nella parte alta, che lascia un aspetto di torace ‘piatto’ anche indossando reggiseni push up.

A quali operazioni di chirurgia estetica devono rivolgersi le donne che desiderano un seno più sodo? Gli interventi sono:

Scopo di questo articolo, è dare informazioni, consigli e suggerimenti a tutte le donne che stanno pensando ad una possibile operazione estetica.

Chirurgia estetica del seno: mastopessi o mastoplastica?

Autonomamente è molto difficile stabilire quale sia l’operazione più indicata nel proprio caso. In qualunque caso, occorre il parere medico che valuterà la situazione iniziale della paziente e le suggerirà la soluzione più indicata a lei. Questi, in sintesi stabilirà se è necessaria una:

  • Mastopessi: operazione volta al risollevamento delle mammelle e spostamento dei capezzoli più in alto. La mastopessi in sé non comporta un aumento di misura del seno.
  • Matoplastica additiva: intervento rivolto al semplice riempimento del seno con protesi mammarie in silicone
  • Mastopessi più mastoplastica: per assicurare un seno più pieno e una forma migliore

Due sono essenzialmente le considerazioni che il medico provvederà ad analizzare relativamente ad un intervento di chirurgia estetica al seno. Ovvero:

  • Dimensione della massa (volume del seno)
  • Ptosi (rilassamento) della mammella

Capiamo cosa si intende per ptosi della mammella.

La ptosi mammaria: che cos’è e come viene classificata

Per ptosi mammaria si intende tecnicamente un seno troppo basso e svuotato. Con l’avanzare degli anni, in seguito ad una gravidanza (e allattamento), o dopo ripetute perdite di seno, molte donne possono notare una perdita di volume del seno e un possibile abbassamento dei capezzoli.

I chirurghi plastici usano una classificazione in gradi per definire il livello di ptosi mammaria; classificazione peraltro decisiva per stabilire il trattamento estetico da suggerire alla paziente.

Classificazione ptosi mammaria:

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  • Assenza di ptosi: situazione di seno normale, tipico delle donne giovani con seno di modeste dimensioni, in cui i capezzoli si trovano a due o tre centimetri al di sopra del solco sottomammario
  • Ptosi di I Grado: i capezzoli sono situati all’altezza del solco sottomammario
  • Ptosi di II Grado: i capezzoli si trovano al di sotto del solco sottomammario, indipendentemente dalla distanza
  • Ptosi di III Grado: i capezzoli si trovano al di sotto del solco sottomammario, guardano verso il basso e rappresentano la parte più bassa della mammella
  • Pseudoptosi: abbassamento del seno senza che i capezzoli siano discesi al di sotto del livello del solco sottomammario. Si tratta di una discesa del tessuto mammario causato dal rilassamento delle connessioni fibrose

Intervento di chirurgia estetica al seno in base alla ptosi mammaria

Generalmente queste sono le conclusioni a cui giunge il chirurgo dopo aver rilevato il grado di ptosi mammaria:

  • Ptosi I Grado: in questo caso basta una semplice mastoplastica additiva per riempire il seno e alzare i capezzoli
  • Ptosi II e III Grado: in questi casi si effettua di una mastopessi (con o senza protesi)
  • Pseudoptosi: per ottenere un risultato migliore in questo caso bisogna combinare mastoplastica additiva e mastopessi

chirurgia estetica del seno

Mastopessi e mastoplastica additiva: cicatrici

Passiamo ora ad un argomento che interessa e preoccupa molto tutte coloro che andranno a sottoporsi a uno, o entrambi, di questi interventi: le cicatrici. Che tipo di cicatrici rilasciano? Vediamo nel caso specifico della mastopessi e mastoplastica.

Cicatrici mastopessi

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La metodica più comune di mastopessi, rilascia tre incisioni, e quindi tre cicatrici risultanti, a forma di una “T rovesciata”: una incisione periareolare (circolare tutto intorno all'areola), una lungo tutto il solco sottomammario e una cicatrice verticale che unisce le prime due.

Se lo si desidera possono essere effettuate delle revisioni dopo 6-12 mesi dall’intervento, per ottenere un migliore risultato. La revisione consiste in un piccolo ritocco da effettuarsi in anestesia locale.

Cicatrici mastoplastica additiva:

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L’incisione per l’inserimento delle protesi può essere realizzata sul cavo ascellare, lungo la piega sottomammaria oppure attorno all’areola. Le cicatrici dipenderanno dall’incisione.

Generalmente le cicatrici iniziano ad essere meno visibile già dopo un paio di settimane Difficilmente la cicatrice avrà bisogno una revisione per ridurre la larghezza e/o sporgenza. In questi casi si tratta di un intervento ambulatoriale veloce in anestesia locale.

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